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Ione 08-12-2007 05:46 PM

Aggiungo anche che un tritarifuti ha un consumo dai 350 ai 500 watt. Anche se per pochi secondi ma immaginando milioni di questi tritarifiuti installati il consumo di energia non è da poco.
Qua si fanno le crociate per il puntino rosso in stand-by dei televisori.

Luke 08-12-2007 05:51 PM

Visto che da me l'umido finisce nella centrale di compostaggio locale dove viene lavorato senza l'uso di acqua (vengono prodotti pellets di "concime" per uso agricolo per fermentazione spontanea) penso che, almeno nelle zone dove il sistema è efficiente, il dissipatore sia uno spreco inutile di risorse.

Nikita 08-12-2007 05:52 PM

Se l'umido viene separato può essere utilizzato come compost senza grosse spese.
Se va a finire nel depuratore dove ci vanno anche detersivi, non è più riutilizzabile, si aggiunge ai fanghi da smaltire.
Bel guadagno!

Abramo 08-12-2007 05:57 PM

Un mio amico usa il rottweiler... meglio di qualsiasi tritarifiuti!:-D

David 08-12-2007 06:05 PM

Io ce l’ho da poco: è bello e fa pochissimo rumore.
Quando l’abbiamo provato con l’idraulico abbiamo messo una buccia di banana intera cosi com'è: 3 secondi e l’ha liofilizzata.
C'è scritto di usare solo acqua FREDDA mentre si tritano i rifiuti.
Pagato 790 euro…

Achille 08-12-2007 06:07 PM

Nella pizzeria dove lavoro l'abbiamo messo da poco. Circa sue mesi fa.

Attualmente si sta rivelando MOLTO utile, ma quando ho pensato di metterlo in casa mi son chiesto:
"Ma quanto organico creo in una settimana?"

Troppo poco, quindi non mi serve.

Ramona 08-12-2007 06:10 PM

Il mio idraulico si è rifiutato di mettermelo causa poca pendenza del tubo di scarico: ha comunque detto che spesso, in Italia, danno rogne…

Xavier 08-12-2007 06:15 PM

Ciao ,
io l'ho fatto installare della ink-sink-erator un anno e mezzo fa.

Ho fatto mettere le tubature un pochino più grosse e poi va collegato direttamente allo scarico e non con un tubo a T, insomma non devi fargli fare molte curve.

Io mi trovo benissimo. Ho chiesto in comune ed alla Asl ma nel mio comune è vietato solo ai ristoranti.

Forse mi danno anche uno sconto sullo smaltimento rifiuti perchè è considerato come il compostaggio.

Nino 08-12-2007 06:27 PM

Quote:

Originariamente inviata da Deps (Messaggio 441)
Ho aspettato perchè qualche tempo fa la gazzetta ufficiale vietava l'uso per problemi generati alla rete fognaria. Ma ultimamente hanno revocato tale divieto

Mica è revocato il divieto, è stata semplicemente trasferita la competenza agli enti locali, perché dipende dal sistema di trattamento delle acque, che non è uguale in tutta Italia. Prima di lasciarti convincere a installarlo, informati bene da chi gestisce la rete fognaria e i depuratori nella tua zona, perché chi vende l'apparecchio ha tutto l'interesse a fartelo acquistare comunque, tanto sei tu il responsabile di cosa installi, o fai installare, in casa tua.

Personalmente l'umido ritengo che sia più proficuo conferirlo ai compostatori, tanto per creare qualcosa di veramente utile, senza sovraccaricare i depuratori e le discariche dove smaltire i fanghi da essi prodotti.

Bonaria 08-12-2007 07:18 PM

Io ho il bidoncino dell'umido che passano a ritirare tutti i martedì e non ci vedo niente di schifoso.

Punto primo lo tengo sul balcone.
Punto secondo non fa odore. Volendo potrei anche tenerlo in casa.
E' fatto APPOSTA. In un materiale che non lascia passare gli odori, ma anzi li assorbe. Ed è chiuso.
Inoltre i sacchettini biodegradabili sono piccoli. Quindi ne usiamo almeno 2 o 3 a volte ogni settimana.
Si chiudono singolarmente, e si depositano in questo bidoncino.

Che io sappia in quasi tutte le città che fanno la raccolta differenziata il sistema è questo.

Sinceramente non ho mai sentito la necessità di comprare un tritarifiuti, l'idea non mi ispira per nulla.

massimo 08-13-2007 11:46 AM

Non sono assolutamente d’accordo sull'uso del tritarifiuti e su questo sistema di gestire i rifiuti organici.
Il recente testo unico per l'ambiente, il DLgs 152/2006, prevede la possibilità d'installare il trituratore domestico di rifiuti organici all'Art. 107, comma 3, previa comunicazione all'ente Gestore del Servizio Idrico Integrato.
Lo stesso gestore deve, prima d'autorizzare qualunque installazione di questo tipo, svolgere una verifica tecnica sugli impianti di depurazione.
Lo stesso Testo Unico, poi, richiama tali dispositivi all'Art. 182 commi 6 e 8, ribadendo la necessità che l'Ente Gestore svolga la verifica tecnica degli impianti.
Pertanto, non è vero che non servono autorizzazioni in merito, ma non è neppure vero, purtroppo, che siano vietati in assoluto.
Teoricamente, se il Gestore del Servizio Idrico Integrato è d'accordo, e complice dell'Azienda che li produce e reclamizza, si possono installare con semplice comunicazione allo stesso Gestore.

Spero che:
1) nessun Ente Gestore abbia autorizzato tali installazioni, a seguito della verifica tecnica;
2) nessuno li installi senza informarsi preventivamente perché, sino a svolgimento della verifica tecnica di cui sopra, in ogni caso sono da intendersi vietati;
3) la revisione del Testo Unico cancelli queste schifezze, vietandole in assoluto.

I rifiuti organici vanno raccolti differenziati con il porta a Porta...

Intanto, potrete apprezzare dal loro sito (www e-key46.it) che hanno rimosso ogni Riferimento alla legalità della loro vendita ed alla non necessità d'alcuna autorizzazione.
Così la gente se li installa, senza sapere nulla! (mi pareva d'avere letto lodi sulla praticità e sulla non necessità d'alcuna autorizzazione, diversi mesi fa, quando ci guardai... per la prima volta)

Massimo

Scuola 08-13-2007 12:46 PM

Faccio un copia incolla d'una mail trovata in rete:

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Bologna, 16 marzo 2006.
Comunicato stampa venditori e costruttori, a Monghidoro per illustrare il "tritarifiuti" per alimenti (si tratta una pseudo "novita'" vecchia di 80 anni, già proibita in mezza Europa per i danni agli impianti di casa, alle fognature, ai depuratori e ai corsi d'acqua, resuscitata dal governo Berlusconi.)

Legambiente : "cosa ci vanno a fare gli amministratori d'Ato 5, Hera, Provincia e Comune ad una iniziativa che si presenta come alternativa alla raccolta differenziata dei rifiuti organici?"

Legambiente è rimasta sorpresa nel leggere l'invito che amministrazione provinciale di Bologna e comune di Monghidoro hanno diffuso per promuovere un convegno sulla diffusione del "tritarifiuti" per residui alimentari, uno strumento non nuovo, proibito in vari paesi, che viene spacciato per un aiuto alla raccolta differenziata.
In realtà lo scopo dell'iniziativa si autodefinisce come una novità alternativa alla raccolta differenziata dei rifiuti organici e risolutiva dei problemi sanitari, organizzativi e ambientali.
In realtà non si tratta dell'ultimo ritrovato della tecnologia ma d'un elettrodomestico che si avvia a compiere gli ottant'anni in quanto risale al 1927 l'idea di sminuzzare i rifiuti in modo da farli scivolare via con l'acqua di scarico del lavandino di cucina.
Gli amministratori promotori dell'iniziativa dovrebbero sapere che ci sono molte controindicazioni. Infatti il fronte dei contrari è molto folto e ha documentato i problemi che derivano da questa pratica che può intasare gli impianti per gli scarichi degli edifici, occludere le fognature, mandare in tilt i depuratori e, se generalizzato, creare grossi problemi ai corsi d'acqua fino a pesanti processi d'eutrofizzazione delle acque di fiumi e mare.
Si tratta d'una scelta destinata a sottrarre sostanza organica alla fertilità dei terreni, specie nelle zone rurali. Ovviamente gli sponsor di questa scelta pensano al "business" e infatti oltre al venditore, saranno presenti costruttori, tecnici e consulenti.
Dal dibattito su questo tema spinoso gli organizzatori hanno "accuratamente" escluso gli ambientalisti in quanto è nota la loro contrarietà ma si sono ben guardati dal garantirsi il contributo d'esperienza dei comitati tecnici, delle società di servizi ambientali, del consorzio dei compostatori e delle altre amministrazioni comunali che hanno già "sperimentato la novità".
"Ci interroghiamo - ha commentato Luigi Rambelli, presidente di Legambiente Emilia Romagna - sulla iniziativa che viene presa sotto l'egida della provincia di Bologna e sul significato della presenza del responsabile di Hera Bologna Angelo Bruschi; del direttore dell'Ato 5 (Ambito Territoriale Ottimale) Marco Morselli, del sindaco di Monghidoro e soprattutto dell'assessore provinciale all'ambiente Emanuele Burgin". Gli ambientalisti fanno notare come la diffusione del "tritarifiuti" per alimenti e lo sversamento di rifiuti negli scarichi idrici, sia stata osteggiata, fino a proibirla, dall'Unione Europea, con la direttiva discariche; da molti paesi europei, primo fra tutti la Germania e dalla legge italiana. Naturalmente anche questa norma è stata spazzata via dal governo Berlusconi insieme a tante altre che regolavano la tutela dell'ambiente.

Gianluigi 08-13-2007 01:17 PM

Non mi meraviglia che il comune di Bologna sponsorizzi il tritarifiuti sotto il lavello.
Questo allunga a dismisura il processo di smaltimento dei rifiuti organici domestici e assimilati (che sarebbero eccellenti e meglio del letame se fossero raccolti all'uscio e compostati), invece vengono inviati in fogna, mescolati ai tossici tipo WCnet o Spic&Span e inviati in depuratore dove, i professori universitari (come nella città di Treviso) progettano a tutto spiano per tentare di raccogliere un po’ di biogas dall'organico.
Poi i fanghi tossici, asciugati, vengono mandati in discarica o meglio in inceneritore. Tutto guadagno per chi gestisce questo lungo processo di raccolta e smaltimento e per gli istituzionali che dividono la torta dei profitti pagati da pantalone.
Ma, come succederà, se manca la corrente elettrica allora neanche il tritarifiuti funziona. Allora bisogna installare un congegno anti black-out che lo faccia funzionare, e il congegno sarà incentivato e installato facilmente dai venditori di tritarifiuti, e così via...
Questa è l'italietta...
Cordiali saluti

PS: Formigoni, come con-partecipato AMSA, li aveva propagandati e spinti ancora 10 anno fa in Lombardia. Infatti in Lombardia ci sono inceneritori a go go.

Massimiliano 08-13-2007 01:22 PM

Sono sconcertato. Tempo fa avevo in animo di fare un esposto alla magistratura, per obbligare il ritiro dal mercato del prodotto, che viene pubblicizzato sulle TV locali come assolutamente rispettoso dell'ambiente, come dotato di tutte le autorizzazioni necessarie.
Poi ho smesso di vederlo in TV, e mi sono sbollito, anche perchè avrei dovuto cercare qualcuno con cui studiare la questione dal punto di vista tecnico-legale, prima di partire con un esposto.
A mio avviso si pone un problema normativo di smaltimento illegale dei rifiuti, per di più effettuato nella rete destinata alle acque reflue domestiche, con conseguenze ovvie sul dimensionamento degli impianti. Inoltre, è tutto materiale che non passa dalla fossa settica e dalla fossa Imhoff, in quanto di solito i lavandini (acque grigie) sono dotati al più d'un degrassatore, e l'organico finisce a marcire direttamente nella fogna.
Possibile che, non essendo di solito progettati per un consistente trasporto solido, ci possano anche essere nel tempo ostruzioni dei condotti fognari in periodo di regime di magra. Inoltre, porta un sovraccarico organico rispetto al dimensionamento dei depuratori, rischiando di metterli fuori uso, o più probabilmente, di mettere fuori uso il corso d'acqua in cui essi scaricano.
Ma chi lo ha pensato, è deficiente? e chi lo commercializza? Ed i nostri amministratori li vanno ad ascoltare? Robe da pazzi!
Cerchiamo di fare qualcosa, se possiamo. Grazie della segnalazione.
A presto.

Aimone 08-13-2007 01:24 PM

Ogni ambientalista che si rispetta non può che essere d'accordo con chi ritiene inidonei i dissipatori di rifiuti. Il ricco materiale che è l'organico domestico, viene evacuato nelle fognature insieme a tutti gli altri rifiuti liquidi inquinati e inquinanti, perdendo ogni suo valore per il compostaggio. E questo contribuisce all'impoverimento generale in atto. Bisogna invece accelerare al massimo la realizzazione delle stazioni di compostaggio, che è il modo in assoluto il più vicino a quello naturale, anche il meno costoso, senza nessun impatto ambientale, risolve anche l'eliminazione delle cassette di legno dei mercati, senza trasformazione ne combustione.


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