Discussione: La <Imitatio Christi>.
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Vecchio 01-14-2019, 10:18 AM
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predefinito La <Imitatio Christi>.

La <Imitatio Christi>:

Testo dove si rappresenta ideale cristiano realizzabile; Cristo quale Divinità non è realtà umana, ma Vi corrisponde una divina possibilità. In tal senso va intesa questa Imitazione, non quale tensione o appressamento, bensì quale sorta di somiglianza, come accade nel teatro dei mimi, dove non si rappresenta ma allude.

L'ateismo intenderebbe riferirsi ad imitazione di persone umane, ciò è stupidaggine; la stessa che anticamente fece irritare Giuliano l'Apostata, che ne bollò i protagonisti per pericolosi insulsi, detti "i nazareni" senza in verità esser neppure di Nazareth, per questo li si diceva, per smascherare. Dopo il Medio Evo la curiosità storica di ambienti atei ripresentò il problema della idolatria umanistica e della conseguente insavia o incongruenza. Sicché si delineò sorta di vicenda di alienazione, in verità non mentale, ma religiosa: aberrazione, stupidaggine, invadenza. Ma nella ricerca mistica o nel progresso religioso esiste la preliminare ignoranza, per cui superare l'umanismo è emotivamente una necessità non priva di intelligenza oppure saggezza; nella ricerca religiosa chi valuta politeismo e monoteismo trovandosi a pensare tale Imitazione si ritrova a pensare una eventualità vile o sciocca di sincretismo, perché cercando eroi divini non si ha da farne imitazioni; viceversa cercando fede nella Vita stessa la eventuale e reale replicazione parziale di preziosi modelli ideali non distrae ma inoltra a comprensioni misteriose.

Non solo per gli iniziandi, anche per i già credenti, riesce utile una azione improntata alla Idea del Mistero che Salva: nello stesso senso per cui naufragando a volte un gesto solo uguale al vero è pur sempre vincente. Psicologicamente ciò accade in se stessi con se stessi, infatti il Mistero intuito resta Differente!!

Anche se nelle pratiche di chiesa si diffuse ampiamente ambizione di divinazione, cioè in tal caso tentativo di costruire una umanità attraverso il culto, il Cristo appunto non è realtà tangibile, non è nome di un individuo umano, bensì è una rappresentazione di un mistero della vita che non si trasforma in non-mistero. Altrimenti opinando si inizia psicologicamente un dramma interiore dove il distacco tra sacralità dei sentimenti ed ovvietà delle intuizioni apre la possibilità delle intellezioni false e dei sentimenti inautentici, che doppiano il vero rapporto col Mistero. Allora in tal caso la concentrazione della preghiera non è possibile; e la utilità della concentrazione viene sostituita dalla inanità della dispersione, che è penuria mentale, cioè trattasi di psicologica dispersività; e questo allontana dalla realizzazione mentale, dissipa energie; e se dovevasi rifare una vita, se si doveva creare nuovo vivere per necessità vitali, la religione negata ha per effetto un errore di percorso esistenziale. Non "L'Uomo Nuovo", ma un Sorprendente... Stupido, si delinea in mente dell'errante, che se non arretra nei propositi meramente ambiziosi da errante diventa vittima di errore e stupido sorprendente. Questa ultima eventualità è scongiurata dalla saggezza orientale, non significa che debba esser da o di Oriente; ed è ciò uno degli insegnamenti psicologici che C.G. Jung aveva offerto in omonimo libro "La saggezza orientale".

MAURO PASTORE
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